RENATO LAGHI – EX PROFESSIONISTA DI VALORE – BRAVO AGENTE DI COMMERCIO E OGGI, “SUPERNONNO A TEMPO PIENO” GRAZIE RENATO GREGARIO E CAMPIONE DEL PEDALE!

                                                                                                                                    14 Gennaio 2011.

21.12.2010 - (FOTO STABLINSKY) RENATO LAGHI EX PROFESSIONISTA ANNI 1967-1979

Incontriamo Renato Laghi al Ristorante La Campaza  a Fosso Ghiaia di Ravenna in occasione della festa della “Caveja 2010 una vita per il ciclismo…..”  assegnata all’asso transalpino Bernard Hinault ma che non ha potuto essere consegnata per il blocco dei voli europei a causa delle cattive condizioni atmosferiche.

Rivedere dopo anni un corridore che, nonostante abbia vinto pochissimo, ha saputo lasciare un buonissimo ricordo e, quale migliore occasione per presentarlo ai nostri Lettori anche con un’intervista.

Renato Laghi è nato ad Errano di Faenza l’8 dicembre 1944. Professionista dal 1967 al 1979 ed ha conseguito 1 vittoria e vestito due volte la maglia Azzurra ai mondiali con la Nazionale di Ciclocross.

Renato, una sola vittoria ma che è rimasta nella storia…..

Per me sicuramente si! Era la 19° tappa del 60° Giro D’Italia, la Pinzolo-San Pellegrino Terme di km. 205. Era il 9 giugno 1977 e arrivai da solo precedendo di 1’32” Giambattista Baronchelli. Fu un bel Giro per me e lo conclusi in 37° posizione.

Oltre alla gioia della vittoria di tappa, ricevette altri riconoscimenti quel giorno?…

Si, ricevetti il premio “Un uomo solo al comando” che veniva concesso a chi faceva la fuga più lunga. In quella tappa rimasi in fuga praticamente dalla partenza all’arrivo, per 180 chilometri di questi, gli ultimi 30 li pedalai in perfetta solitudine. La mia squadra era la Vibor con capitano Franco Bitossi.

Il suo esordio tra i professionisti…….

Nel 1967 con la “Germanvox” con due capitani, Vito Taccone ed Ole Ritter. Migliori risultati furo un decimo posto alla Sabatini e un altro decimo posto alla Marina di Massa-Pian della Fioba. Rimasi alla Germanvox anche nel 1968 e 1969 conseguendo alcuni piazzamenti, 19° al Giro del 1968 anno in cui vinsi anche la Coppa Placci, una vittoria che però non si può considerare perché assegnata a me, Di mondi, Dancelli, Motta e Taccone che facevamo parte di un gruppetto in fuga ma che non potè tagliare il traguardo per le avverse condizioni atmosferiche. Per questo motivo fummo considerati tutti vincitori a pari merito.

Nel 1970 lascia la Germanvox per la “Sagit”……

Cambiai squadra perché mi proposero di ricoprire il ruolo di capitano, miglior risultato il posto d’onore al Giro dell’Umbria dietro Gianni Motta ma anche altri ottimi piazzamenti nei 10 in molti corse anche importanti come Castrocaro (cronometro), Tre Valli Varesine, Campionato Italiano, Giro del Piemonte, Appennino e 25° al Giro d’Italia.

Quanto durò la militanza nella Sagit?……

Una sola stagione perché nel 1971 mi accasai alla Filotex con Bitossi capitano. Due splendide stagioni col ruolo di “Gregario” che, allora, erano anche i luogotenenti dei capitani, atleti molto importanti in squadra.

E dopo la Filotex?….

Ero si un “Gregario” ma anche uomo di fondo, tenace, sempre pronto a collaborare per il bene della squadra e portare alla vittoria il capitano di turno. Con queste caratteristiche non fu difficile trovare sistemazione e che sistemazione! Alla Sammontana con DS il mitico Alfredo Martini, siamo nel 1973. Nel 1974 approdo alla grande “Scic-Colnago” con compagni di squadra Baronchelli, Paolini e ancora Bitossi; Una militanza onestissima, molti piazzamenti e molto lavoro a  favore dei big della squadra che era diretta dal compianto Carlo Chiappano.

Nel 1976 un altro cambio di casacca….

Sempre con Franco Bitossi che, proprio quell’anno si laureò Campione d’Italia vincendo a Legnano la Coppa Bernocchi. Direttore Sportivo era Ettore Milano. Il connubio con Franco Bitossi durò anche nelle stagioni 1977 e 1978 sotto le insegne della “Vibor”, direttore sportivo Italo Zilioli, compagni di squadra Bitossi, Panizza e Vicentini. Con questa squadra vinco la mia unica corsa da prof ma conseguo altri ottimi risultati e, sempre, la considerazione e l’apprezzamento dei miei compagni e dirigenti sportivi.

Quando appese la bici al chiodo?…..

Nel 1979, quella fu la mia ultima stagione agonistica, ero in squadra con Vicentini e Borgognoni, direttore sportivo Italo Zilioli, la squadra era la “Fas Gaggia-Cmb”

Appese la bici al chiodo dunque a 35 anni, cosa fece subito dopo?….

Non ero diventato ricco anche se qualcosa ho guadagnato col sudore e la fatica  di 13 stagioni ad alti livelli agonistici perciò, era urgente trovare un’occupazione che trovai subito nel 1980 grazie a mio suocero Giovanni Dalle Fabbriche, che era presidente delle Casse Rurali ed Artigiane che mi aiutò a trovare un’occupazione come autista prima e come Agente di Commercio poi, attività che ho prestato fino praticamente ai giorni nostri, occupandomi prevalentemente di carte valori.

Renato, lei ha 66 anni, ma lavora ancora?….

No, adesso il mio ruolo di Agente di Commercio, lo ricopro in modo molto ristretto. Ora la mia occupazione è rappresentata da un’altra attività e….a tempo non pieno ma…pienissimo! In collaborazione con mia moglie Patrizia.

Abbiamo avuto due figlie, Martina ed Enrica che ci hanno regalato 6 splendidi nipotini, Michele di 8 mesi, figlio di Enrica; Andrea di 18 mesi e, Riccardo di 5 anni, entrambi figli di Martina; Giacomo, figlio di Enrica e Giovanni, di Martina, entrambi di 7 anni e Laura, figlia di Enrica che ha 9 anni.

Con un nonno così importante, hanno intenzione di rinverdire le sue gesta?…..

Non credo, almeno per il momento. Io però con loro mi impegno solo e soltanto come nonno. Per il resto non stà a me né decidere né insistere su una strada anziché un’altra.

Renato, le è dispiaciuto non avere incontrato Hinault oggi qui alla festa della Caveja 2010 una vita per il ciclismo…..

Fa sempre molto piacere rivedere i Campioni del nostro sport e, Hinault è stato un supercampione. Non ho avuto il piacere di correre con lui perché, quando io chiudevo col ciclismo pedalato, lui iniziava la sua splendida carriera e, potergli stringere la mano, per me sarebbe stato un piacere ed un onore ma, hanno assicurato i dirigenti del Pedale Fusignanese che Hinault verrà qui a Ravenna prossimamente per ritirare la Caveja 2010. Io ci sarò, per applaudirlo e stringergli la mano. Però sono contento ugualmente perché ho rivisto con piacere molti amici e personaggi del ciclismo come il mio corregionale Manuel Belletti che ha ricevuto la “Caveja Giovani 2010”, un ragazzo che ha i numeri per affermarsi nel mondo del ciclismo.

21.12.2010 (FOTO STABLINSKY) GLI EX PROFESSIONISTI ROMAGNOLI, RENATO LAGHI E LUIGI SARTI

Laghi, questo signore che è con lei, è un appassionato di ciclismo?…

Altroché!!! Questo signore è Luigi Sarti ha qualche anno più di me ed ha vinto anche più di me in carriera perché anche lui è stato professionista per cinque stagioni dal 1960 al 1964. Ha vinto un Giro della Provincia di Reggio Calabria, ha corso con Gimondi ed è rimasto per molti anni nel mondo del ciclismo come apprezzato massaggiatore delle squadre di Ferretti.

Tra i suoi colleghi che ha avuto come avversari o compagni di squadra, chi ricorda con più gioia?….

Tutti, tutti, ero amico di tutti! Ma se bisogna fare una classifica, non voglio offendere nessuno dicendo Franco Bitossi e visto che lei viene da Legnano, la prego di portare i miei più cari saluti ad Ottavio Crepaldi, corridore mio contemporaneo che ricordo con grande piacere.

Renato Laghi, un corridore di grande spessore ma anche di grande umiltà. Un corridore che ha lasciato il segno dell’Amicizia, della cordialità e dell’affetto sportivo in molti di noi, giornalisti, tifosi, direttori sportivi e corridori.

         Vito Bernardi   bernardi.vito@libero.it    Cell  347-8436465

 

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