Archivi per la categoria ‘Interviste’
21 aprile 2011 FAI DELLA PAGANELLA (TRENTINO) – BREVE INTERVISTA AI PIEDI DEL PODIO : MICHELE SCARPONI LEADER DELLA CLASSIFICA GENERALE
Fai della Paganella, 21 Aprile 2011.
Breve intervista con Michele Scarponi ai piedi del podio.
MICHELE SCARPONI maglia fuxia di leader del 35° Giro del Trentino
Michele, nella bagarre sulla salita verso Fai della Paganella, Nibali ha ceduto. Cosa ne pensa in prospettiva classifica finale del Giro del Trentino?…….
Sinceramente penso che fosse contento del lavoro svolto e non ha creduto utile insistere oltre però, questo è il mio pensiero, per essere più sicuri, chiedetelo a lui (a Nibali ndr).
E lei?….
Io?….Mi sento bene però, domani a Madonna di Campiglio vi darò la risposta esatta……!
I suoi programmi subito dopo la fine del Trentino?….
Io e i miei compagni Marzano e Niemec ci fermeremo in Trentino per visionare alcune salite del prossimo Giro d’Italia e per ossigenarci in montagna.
Quali sono le salite che non conosce?….
“Gardeccia”, “Nevegal” e “Crostis”, queste sono le salite che andremo a visionare.
Scarponi, lei al momento è il miglior corridore italiano……
Ma, sinceramente penso di esserlo fin dall’inizio della stagione!
Le pesa questa posizione?….
A me proprio no ma ai miei avversari forse….si!
Cosa ne pensi di Rujano in prospettiva Giro d’Italia?….
E’ un corridore molto forte in salita e fa parte di una squadra molto pericolosa come l’Androni Giocattoli. Sicuramente un uomo molto importante sia per l’economia della sua squadra che per se stesso. D’altronde sul podio del Giro ci è già andato o…sbaglio?!
Oggi, in conclusione, lei ha tentato di vincere ma poi….
Certo che ho tentato di vincere ma mi sono sempre venuti a prendere, anche Duarte non me l’ha perdonata….! Ma dai, le corse sono cosi’! Vince sempre il migliore della situazione, o del momento che dir si voglia. Io mantengo la maglia fuxia di leader, meglio di cosi’?!
Vito Bernardi ( bernardi.vito@libero.it )
21.04.2011 FAI DELLA PAGANELLA (TRENTO) – BREVE INTERVISTA AI PIEDI DEL PODIO COL VINCITORE DI TAPPA FABIO DUARTE (TEAM GEOX-TMC)
Fai della Paganella, 21 Aprile 2011.
Breve intervista ai piedi del Podio della 3° tappa, Molina di Ledro-Fai della Paganella
FABIO DUARTE Vincitore della tappa.
Fabio complimenti, ci racconti gli ultimi metri della sua corsa……
Eravamo in sette a condurre la corsa e, tra questi, naturalmente anch’io poi, nell’ultimo chilometro una grande bagarre, hanno tentato un po’ tutti però, Scarponi, con più insisteza; lo abbiamo sempre ripreso poi, ai 400 metri circa, sono scattato io con decisione. Ho visto che l’unico che mi ha resistito era Machado ma ho anche avuto la netta sensazione che non era in grado di superarmi perciò ho insistio con decisione ed eccomi qua!
Quante vittorie conta il tuo palmares?……
In carriera ho vinto una dozzina di corse tra le quali, il mondiale di Varese 2008 nella categoria U23, era un mio grande sogno e l’ho realizzato.
Hai altri sogni nel cassetto?……
Si, come altri colleghi, tutti abbiamo dei sogni nel cassetto. I miei si chiamano Giro, Tour e Vuelta….scusatemi se sono sogni grandissimi ma….questi sono i miei!
Farai il Giro?…….
Si parteciperò al Giro d’Italia però sarò di sostegno ai capitani Menchov e Sastre.
Da quando corri?….
Da quando avevo 14 anni.
Dove e con chi abiti?
Abito da solo in Colombia perchè mio papà ha un’altra moglie con altri figli però, quando sono in giro per il mondo, sono con i miei compagni di squadra, una squadra molto bella che mi aiuta parecchio, compresi i massaggiatori e i meccanici
Vito Bernardi ( bernardi.vito@libero.it )
GIUSEPPE DE MARIA : A BEZZECCA, “DA BUON GARIBALDINO” UN GRADITO RITORNO SUL PODIO, BRAVO E COMPLIMENTI!
Ledro Bezzecca, 20 Aprile 2011.
Giuseppe De Maria, varesino, nato il 30.08.1984 è un corridore strameritevole del posto che è riuscito a conquistarsi nel Team “De Rosa-Ceramica Flaminia”
Voi direte che, “Strameritevoli”, lo sono tutti quelli approdati nella massima categoria e, posso anche convenire con chi la pensa così.
Ma se dico che Giuseppe De Maria è strameritevole di correre tra i professionisti lo dico a ragion veduta.
De Maria ha interpretato un’ottima stagione tra i dilettanti nel 2008 tanto da meritarsi il passaggio al professionismo.
Ma capitò nella squadra sbagliata e, non iniziò nemmeno la stagione perchè la squadra dovette chiudere i battenti.

20.04.2011 Ledro Bezzecca - Giuseppe De Maria con i fiori della leadership nella classifica dei TV al Trentino
Giuseppe De Maria non si lasciò perdere d’animo, trascorse tutto il periodo invernale sulle strade del ciclocross, sempre senza perdere la speranza di tornare a correre su strada e, in una squadra professionistica.
Cosa che gli è riuscita e, quest’anno, il suo nome è tornato nell’elenco dei partenti in varie gare.
Giuseppe, come ti senti?……
Fisicamente abbastanza bene e ora, bene anche moralmente perchè quasi non credevo più di tornare a correre invece, eccomi qua.
Ed oggi, anche con una maglia da leader….
Beh diciamo di si anche se domani sicuramente dovrò lasciarla a qualcun altro questa maglia. Ci sono delle salite molto dure dove atleti più preparati di me si daranno senza dubbio da fare per sfilarmi questo bellissimo primato.
Sono molto felice perchè vedo che i miei sacrifici cominciano a dare i loro frutti e questa maglia mi galvanizza per tentare nuove emozioni, avventure e perchè no, magari anche una vittoria.
Giuseppe, come è andata la tappa di oggi, eravate d’accordo per partire subito dopo il via della tappa?……
No, non eravamo d’accordo, diciamo che ci siamo trovati così, cammin facendo infatti, è partito per primo Krivtsov
poi l’ho inseguito e raggiunto io e via via nel giro di poche centinaia di metri, anche Zagorodny e Torosantucci.
Una bella fuga nel complesso, quasi 170 chilometri all’avanguardia……..
Si è così ma non pensiate che sia un pazzo. Non esistono alternative e lo vedete anche voi. Bisogna partire da lontano, mettercela tutta e sperare nel buon esito del tentativo.

20.04.2011 Bezzecca - Giuseppe De Maria intervistato dopo la conquista della maglia di leader nella classifica TV
Voi ce l’avete messa tutta, vi siete impegnati ma, alla fine……..
Si, quando si approssima il traguardo, solitamente il gruppo non perdona e cosi’ è stato anche oggi. Quando la strada, appena passata Riva del Garda ha cominciato a salire, abbiamo accusato tutta la fatica di una lunga fuga ed abbiamo cominciato a tirare i remi in barca. Quando siamo stati raggiunti mancavano poco più, poco meno, una decina di chilometri al traguardo.
Non sei deluso a quanto sembra dall’esito finale del vostro tentativo…..
No assolutamente anche perchè, appena partito anche se il vantaggio è schizzato subito ad oltre due minuti, non mi sono fatto illusioni.
Sapevo che per “farsi vedere”, bisognava scattare da lontano e, cosi ho fatto.
Per le prossime tappe?…..
Dobbiamo parlare con i Tecnici della nostra squadra perchè il nostro uomo di punta era Errandonea che oggi è caduto ed ha dovuto ritirarsi. Dovremo rifare i nostri piani d’azione. La parola ai Tecnici dunque!
A Giuseppe De Maria tante congratulazioni e l’augurio di “farsi vedere” ancora e presto.
Vito Bernardi ( bernardi.vito@libero.it )
VANZAGHELLO (MILANO) : AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI VANZAGHELLO “QUI PROSSIMAMENTE…..” (PAROLE…PAROLE…!!)
Vanzaghello, 27 Marzo 2011.
Signor Sindaco di Vanzaghello Dr. Gualdoni,
non Le chiedo che coalizione Lei guidi a Vanzaghello ma, sui contenuti di questo cartello che ho notato un anno fa e che è ancora lì senza nessuna infrastruttura visibile di quelle “promesse”, si.
Qual’è il colore politico della Sua Giunta, Le ripeto, non mi interessa minimamente però da Cittadino d’Italia, Nazione che comprende anche Vanzaghello, penso di avere il diritto di chiederLe quale significato abbia questo cartello (riprodotto qui sotto) considerato che ai profani di politichese, sembra che prometta ciò che prometteva quella canzone che recitava,,,,,,,,,,, : “PAROLE….PAROLE…..SOLTANTO PAROLE…..?!?!
Vito Bernardi (direttore di : www.pedaletricolore.it)
48° TROFEO LAIGUEGLIA – TUTTO IN TEMPO REALE DA VITO BERNARDI
Laigueglia, 18 Febbraio 2011.
Dopo una settimana di pioggia, insistente e battente, finalmente una giornata di sole con le strade subito ripopolate da tantissimi cicloamatori ma, anche molti ciclisti delle categorie juniores ed under 23, in allenamento.
Arrivano anche i corridori che domani faranno parte del gruppo dei partecipanti al 48° Trofeo Laigueglia e, tra questi, incontriamo Danilo Di Luca all’Hotel Spiaggia, sul lungomare di Alassio.
Danilo, buona sera, come va?….
Dai, molto bene, sono sereno per essere rientrato in gruppo, le sensazioni sono molto buone e le prospettive pure.
Un pronostico per domani…..
Io mi tiro fuori. Domani prevedo un arrivo piuttosto folto, diciamo una cinquantina di corridori.
Lei potrà dire la sua, d’altronde ha un ottimo spunto e lo ha dimostrato più volte….
Si, ho un ottimo spunto ma, quando si arriva in tanti, le chanches diminuiscono inoltre, bisogna tenere presente che oggi il Laigueglia lo si corre dopo due mesi di attività. Ci sono corridori che hanno già fatto più corse a tappe, la preparazione è molto alta e, lo ripeto, saranno in molti a contendersi la vittoria in uno sprint che prevedo a ranghi piuttosto affollati.
Danilo, lei è sempre gettonatissimo, tanti tifosi le chiedono una foto….
Si, i tifosi mi sono sempre stati vicini, quelli abruzzesi in modo particolare ma anche tutti quelli delle altre Regioni italiane ma, anche all’estero. Questo mi fa molto piacere e mi dà la carica come questo signore che si chiama Tino Guffanti, sò che è della provincia di Varese e che segue il ciclismo da 80 anni e ben 54 Campionati del Mondo.
Una vera e propria colonna del ciclismo.
Danilo, cosa ci promette per questa stagione agonistica?….
Niente e tutto. Io ce la metterò tutta per conseguire degli ottimi risultati che dedicherò a tutte le persone che mi sono state vicine sia in Famiglia che nel mondo del ciclismo. lei insiste per un pronostico per domani, io non posso che ribadire il mio pensiero/pronostico : Si arriverà con un gruppo di almeno 50, tra questi sicuramente i migliori velocisti del momento. Sarà una bella lotta…..tra loro….!
9
POMARANCE (PISA)-DONORATICO (LIVORNO) : 16° GRAN PREMIO COSTA DEGLI ETRUSCHI-TROFEO TMC TRANSFORMERS-MEMORIAL SAURO BETTINI
Donoratico, 05 Febbraio 2011.
16° Gran Premio Costa degli Etruschi-Trofeo Transformers-3° Memorial Sauro Bettini

05.02.2011 Elia Viviani premiato da Andrea Colombo (TMC) a sx e Fabio Tinti Sindaco di Castagneto Carducci (FOTO STABLINSKY)
Diciamo subito che è stata un’edizione del “Costa degli Etruschi” completamente rinnovata ad iniziare dalla località di partenza, Pomarance, in provincia di Pisa, grazie al sostegno dell’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Loris Martignoni che si è dichiarato disposto a sostenere questa iniziativa anche nei prossimi anni e che oggi ha dato il via al plotone forte di 135 corridori, scattati da Pomarance alle ore 1145 per raggiungere il km “0”, posizionato a Larderello, presso la centrale Enel.
Cambiato anche il percorso con l’inserimento di un paio di salite che, comunque, non hanno minimamente inciso sull’andamento della corsa che si è movimenta subito tanto che al 5° chilometro, su queste dolci colline punteggiate da tanti soffioni boraciferi, in piena campagna, scattano subito al comando quattro corridori che, come succedeva generalmente nelle edizioni passate, hanno guidato praticamente tutta la corsa venendo raggiunti a soli 3 chilometri dal traguardo, ultimi a cedere i due stranieri in fuga.
Il quartetto che ha scatenato l’offensiva era formato da, Michael Cherel (AG2R La Mondiale); Matthias Brandle (Geox-TMC); Damiano Margutti (De Rosa-Ceramica Flaminia) e, Luca Fioretti (Ora Hotels-Carrera) ed ha iniziato una fuga durata 180 chilometri raggiungendo un vantaggio massimo di 9’ 35”, al 50emo chilometro e che si è ppi stabilizzato intorno ai 7 minuti sempre sul gruppo che inseguiva compatto e, nella seconda parte della corsa, il notevole vantaggio acquisito è andato sempre più affievolendosi grazie all’impegno degli uomini della Lampre e Colnago Csf Inox, tra i più attivi nel “tirare” il gruppo.
Intanto i quattro fuggitivi scalavano i due GPM di giornata, rispettivamente il “Canneto”, pendenza 7% al km. 81,400 dove transitava per primo Matthias Brandle (Geox-Tmc) che guadagnava 5 punti davanti al romagnolo Damiano Margutti (De Rosa-Ceramica Flaminia) che intascava punti 3 e, buon terzo, Luca Fioretti (Ora Hotels-Carrera) con 1 punto.
Cinque chilometri dopo, esattamente al km. 86, secondo GPM di giornata con gli stessi passaggi che determineranno la vittoria di Brandle nella classifica generale del GPM :
1)Matthias Brandle (Geox-Tmc), punti 10;
2)Damiano Margutti (De Rosa-Ceramica Flaminia), punti 6;
3)Luca Fioretti (Ora Hotels-Carrera), punti 2.
Nel finale, come già detto, il vantaggio dei fuggitivi cala vertiginosamente e, a 5 chilometri dall’arrivo Damiano Margutti lancia un attacco personale all’insegna del….”Battuto per battuto”…, qualche centinaio di metri solo in testa prima di rialzarsi seguendo Luca Fioretti che aveva abbandonato ogni velleità qualche decina di metri prima.
Ultimi a desistere Michael Cherel (AG2R-La Mondiale) e Matthias Brandle (Geox-Tmc).
Poi entrano decisamente in scena i treni delle ruote veloci e il vero TGV della situazione sono le locomotive della Liquigas-Cannondale che lanciano lo sprint a favore di Elia Viviani che non si lascia perdere l’occasione di centrare il primo successo stagionale su strada, quarto nella carriera iniziata da pochissimi mesi tra i professionisti rintuzzando con grande estro gli attacchi di Ferrari (Androni Giocattoli) e dell’enfant du pays, Elia Favilli, neoprofessionista della Farnese Vini-Neri Sottoli.
Ordine d’arrivo :
1)Elia Viviani (Liquigas-Cannondale) km. 186,1 in 4h35’35” media kmh. 40,518;
2)Roberto Ferrari (Androni Giocattoli);
3)Elia Favilli Farnese Vini-Neri Sottoli);
4)Peter Sagan (Slovacchia-Liquigas Cannondale);
5)Filippo Baggio (De Rosa-Ceramica Flaminia);
6)Ariel Maximilian Richeze (Argentina-D’Angelo & Antonucci-Nippo);
7)Manuel Belletti (Colnago-Csf Inox);
8)Francesco Gavazzi (Lampre-Isd);
9)Danilo Napolitano (Acqua & Sapone);
10)Giuseppe De Maria (De Rosa-Ceramica Flaminia);
11)Giuseppe Di Salvo (Miche);
12)Kristof Goddaert (Belgio-Ag2R-La Mondiale);
13)Stefan Schumacher (Germania-D’Angelo & Antonucci-Nippo);
14)Luca Barla (Androni Giocattoli);
15)Silvan Dillier (Svizzera-Team Voralberg);
16)Emanuele Rizza (Ora Hotels-Carrera).
Donoratico, 05 Febbraio 2011.
Brevi interviste e dichiarazioni ai piedi del podio :
Il Vincitore Elia Viviani, 22 anni, veronese della Liquigas-Cannondale.
Sono partito ai 300 metri su imboccata del mio compagno di squadra Peter Sagan che era partito ai 300 metri per tirarmi la volata.
Ero consapevole che questa non era una delle mie volate perché, uno sprint a ranghi compatti.
Sono forte quando si è in pochi, massimo 20/25 corridori ma, oggi, mi sentivo molto bene, la trasferta in Australia mi ha giovato moltissimo come pure gli allenamenti su pista a Montichiari.
Pensate, ieri giravo ancora sul tondino bresciano ed oggi mi sono districato molto bene allo sprint.
Questo per dire come fa bene la pista anche per chi pratica la strada.
Si è stata una volata decisamente pulita, quello che è successo dietro di me, non lo so. Quando sono scattato mi sembra di avere visto una maglia rossa alla mia destra, forse era Napolitano ma, non saprei dirlo con certezza.
Quali saranno i suoi obiettivi per l’immediato, Viviani a puntualizzato subito che è deciso a cercare una qualificazione per le Olimpiadi di Londra e che il prossimo inverno sarà completamente dedicato alla preparazione su pista.
Nell’immediato, sono in partenza per Mombai (India) dove parteciperò a due corse che sono entrate recentemente nel calendario internazionale da lì, senza rientrare in Italia, volerò direttamente a Machester per una prova di Coppa del Mondo su pista.
Sicuramente non parteciperò né al Giro né al Tour mentre sarò al Giro della California.
No, non farò la Roubaix perché penso non sia una corsa adatta per i miei 66 chilogrammi di peso… mentre mi ci vedo abbastanza bene al Fiandre e alla Gand Wevelgem.
Ho 8 biciclette, da stada, crono e pista ma nessuna di Mtb.
Sono molto soddisfatto della trasferta australiana dove ho fatto un quarto e un quinto nel Down Under.
Si, per prepararmi a dovere il prossimo inverno, che, ripeto, sarà tutto dedicato alla pista, abbandonerò l’attività su strada qualche settimana prima comunque d’accordo con i Dirigenti della Liquigas-Cannondale.
Intanto godiamoci questa vittoria più che meritata, grazie anche al perfetto sincronismo di tutta la squadra.
Sono di Vallese di Oppenao (Verona), a scuola mi sono sempre comportato bene ed ho conseguito il diploma di Perito Meccanico:
Vito Bernardi
Donoratico, 05 Febbraio 2011.
Brevi dichiarazioni ai piedi del podio.
Elia Favilli, 31.01.1989, a Cecina, neoprofessionista della Farnese Vini-Neri Sottoli :
Si, ho già esordito da stagista la scorsa stagione sempre con la squadra di Scinto, diputai il Giro di Danimarca, quello d’Inghilterra ed il Beghelli dove venni raggiunto a soli 7 chilometri dall’arrivo mentre, al Gran Piemonte, eravamo in fuga in sette, si sbagliò strada e fummo costretti fuori corsa…..!
Battere Viviani?
Beh, tra me e Viviani c’era anche Ferrari. Un passo alla volta.!
Quest’anno ho partecipato al Giro di Malesia dove ho tirato le volate a Guardini che, come ben sapere, ha vinto ben 5 tappe ed oggi, eccomi qui, felice tra i miei tanti tifosi.
Chi è questo bimbo che urla : “Forza Babbo?”….!
E’ mio figlio Emanuele che ha due anni essendo nato il 17.01.2009 che è qui con la mia compagna Chiara con la quale convoleremo a nozze il prossimo 22 ottobre 2011.
Sono stato a scuola fino alla terza classe superiore, ero studente dell Itis di Piombino.
Sono un neo professionista e nella passata stagione da U23 vestivo la maglia della Petroli Firenze, squadra con la quale vinsi 3 gare.
E’ vero, ero un ex calciatore o aspèirante tale poi, dopo avere assistito ad una gara di ciclismo giovanile mi convertii al ciclismo col GS Montenero.
Avevo una bicicletta rossa e bianca marca “Falaschi”.
Spero di farmi vedere ancora nei piani alti degli ordini d’arrivo per farmi dire ancora Forza Babbo da mio figlio Emanuele e porgere i fiori della vittoria alla mia futura moglie Chiara.
Vito Bernardi
TROFEO BINDA, MARIO MINERVINO E LE ISTITUZIONI
Il Binda? Ritorno d’immagine strepitoso!
Il Consigliere Regionale Giangiacomo Longoni sottolinea così la gara della C.S.P.
CITTIGLIO (VARESE) – ROSACITTIGLIO E IL TROFEO BINDA
Il Binda? Ritorno d’immagine strepitoso!
Il Consigliere Regionale Giangiacomo Longoni sottolinea così la gara della C.S.P.
GIAMPAOLO CARUSO – L’INTERVISTA DI LIVIO IACOVELLA
Le Classiche del Nord, i Paesi Baschi e il Giro d’Italia lo scenario agonistico 2011 di Giampaolo Caruso
Lo scalatore siciliano è pronto al debutto stagionale fissato a Palma de Mallorca il prossimo 6 febbraio
RENATO LAGHI – EX PROFESSIONISTA DI VALORE – BRAVO AGENTE DI COMMERCIO E OGGI, “SUPERNONNO A TEMPO PIENO” GRAZIE RENATO GREGARIO E CAMPIONE DEL PEDALE!
14 Gennaio 2011.
Incontriamo Renato Laghi al Ristorante La Campaza a Fosso Ghiaia di Ravenna in occasione della festa della “Caveja 2010 una vita per il ciclismo…..” assegnata all’asso transalpino Bernard Hinault ma che non ha potuto essere consegnata per il blocco dei voli europei a causa delle cattive condizioni atmosferiche.
Rivedere dopo anni un corridore che, nonostante abbia vinto pochissimo, ha saputo lasciare un buonissimo ricordo e, quale migliore occasione per presentarlo ai nostri Lettori anche con un’intervista.
Renato Laghi è nato ad Errano di Faenza l’8 dicembre 1944. Professionista dal 1967 al 1979 ed ha conseguito 1 vittoria e vestito due volte la maglia Azzurra ai mondiali con la Nazionale di Ciclocross.
Renato, una sola vittoria ma che è rimasta nella storia…..
Per me sicuramente si! Era la 19° tappa del 60° Giro D’Italia, la Pinzolo-San Pellegrino Terme di km. 205. Era il 9 giugno 1977 e arrivai da solo precedendo di 1’32” Giambattista Baronchelli. Fu un bel Giro per me e lo conclusi in 37° posizione.
Oltre alla gioia della vittoria di tappa, ricevette altri riconoscimenti quel giorno?…
Si, ricevetti il premio “Un uomo solo al comando” che veniva concesso a chi faceva la fuga più lunga. In quella tappa rimasi in fuga praticamente dalla partenza all’arrivo, per 180 chilometri di questi, gli ultimi 30 li pedalai in perfetta solitudine. La mia squadra era la Vibor con capitano Franco Bitossi.
Il suo esordio tra i professionisti…….
Nel 1967 con la “Germanvox” con due capitani, Vito Taccone ed Ole Ritter. Migliori risultati furo un decimo posto alla Sabatini e un altro decimo posto alla Marina di Massa-Pian della Fioba. Rimasi alla Germanvox anche nel 1968 e 1969 conseguendo alcuni piazzamenti, 19° al Giro del 1968 anno in cui vinsi anche la Coppa Placci, una vittoria che però non si può considerare perché assegnata a me, Di mondi, Dancelli, Motta e Taccone che facevamo parte di un gruppetto in fuga ma che non potè tagliare il traguardo per le avverse condizioni atmosferiche. Per questo motivo fummo considerati tutti vincitori a pari merito.
Nel 1970 lascia la Germanvox per la “Sagit”……
Cambiai squadra perché mi proposero di ricoprire il ruolo di capitano, miglior risultato il posto d’onore al Giro dell’Umbria dietro Gianni Motta ma anche altri ottimi piazzamenti nei 10 in molti corse anche importanti come Castrocaro (cronometro), Tre Valli Varesine, Campionato Italiano, Giro del Piemonte, Appennino e 25° al Giro d’Italia.
Quanto durò la militanza nella Sagit?……
Una sola stagione perché nel 1971 mi accasai alla Filotex con Bitossi capitano. Due splendide stagioni col ruolo di “Gregario” che, allora, erano anche i luogotenenti dei capitani, atleti molto importanti in squadra.
E dopo la Filotex?….
Ero si un “Gregario” ma anche uomo di fondo, tenace, sempre pronto a collaborare per il bene della squadra e portare alla vittoria il capitano di turno. Con queste caratteristiche non fu difficile trovare sistemazione e che sistemazione! Alla Sammontana con DS il mitico Alfredo Martini, siamo nel 1973. Nel 1974 approdo alla grande “Scic-Colnago” con compagni di squadra Baronchelli, Paolini e ancora Bitossi; Una militanza onestissima, molti piazzamenti e molto lavoro a favore dei big della squadra che era diretta dal compianto Carlo Chiappano.
Nel 1976 un altro cambio di casacca….
Sempre con Franco Bitossi che, proprio quell’anno si laureò Campione d’Italia vincendo a Legnano la Coppa Bernocchi. Direttore Sportivo era Ettore Milano. Il connubio con Franco Bitossi durò anche nelle stagioni 1977 e 1978 sotto le insegne della “Vibor”, direttore sportivo Italo Zilioli, compagni di squadra Bitossi, Panizza e Vicentini. Con questa squadra vinco la mia unica corsa da prof ma conseguo altri ottimi risultati e, sempre, la considerazione e l’apprezzamento dei miei compagni e dirigenti sportivi.
Quando appese la bici al chiodo?…..
Nel 1979, quella fu la mia ultima stagione agonistica, ero in squadra con Vicentini e Borgognoni, direttore sportivo Italo Zilioli, la squadra era la “Fas Gaggia-Cmb”
Appese la bici al chiodo dunque a 35 anni, cosa fece subito dopo?….
Non ero diventato ricco anche se qualcosa ho guadagnato col sudore e la fatica di 13 stagioni ad alti livelli agonistici perciò, era urgente trovare un’occupazione che trovai subito nel 1980 grazie a mio suocero Giovanni Dalle Fabbriche, che era presidente delle Casse Rurali ed Artigiane che mi aiutò a trovare un’occupazione come autista prima e come Agente di Commercio poi, attività che ho prestato fino praticamente ai giorni nostri, occupandomi prevalentemente di carte valori.
Renato, lei ha 66 anni, ma lavora ancora?….
No, adesso il mio ruolo di Agente di Commercio, lo ricopro in modo molto ristretto. Ora la mia occupazione è rappresentata da un’altra attività e….a tempo non pieno ma…pienissimo! In collaborazione con mia moglie Patrizia.
Abbiamo avuto due figlie, Martina ed Enrica che ci hanno regalato 6 splendidi nipotini, Michele di 8 mesi, figlio di Enrica; Andrea di 18 mesi e, Riccardo di 5 anni, entrambi figli di Martina; Giacomo, figlio di Enrica e Giovanni, di Martina, entrambi di 7 anni e Laura, figlia di Enrica che ha 9 anni.
Con un nonno così importante, hanno intenzione di rinverdire le sue gesta?…..
Non credo, almeno per il momento. Io però con loro mi impegno solo e soltanto come nonno. Per il resto non stà a me né decidere né insistere su una strada anziché un’altra.
Renato, le è dispiaciuto non avere incontrato Hinault oggi qui alla festa della Caveja 2010 una vita per il ciclismo…..
Fa sempre molto piacere rivedere i Campioni del nostro sport e, Hinault è stato un supercampione. Non ho avuto il piacere di correre con lui perché, quando io chiudevo col ciclismo pedalato, lui iniziava la sua splendida carriera e, potergli stringere la mano, per me sarebbe stato un piacere ed un onore ma, hanno assicurato i dirigenti del Pedale Fusignanese che Hinault verrà qui a Ravenna prossimamente per ritirare la Caveja 2010. Io ci sarò, per applaudirlo e stringergli la mano. Però sono contento ugualmente perché ho rivisto con piacere molti amici e personaggi del ciclismo come il mio corregionale Manuel Belletti che ha ricevuto la “Caveja Giovani 2010”, un ragazzo che ha i numeri per affermarsi nel mondo del ciclismo.
Laghi, questo signore che è con lei, è un appassionato di ciclismo?…
Altroché!!! Questo signore è Luigi Sarti ha qualche anno più di me ed ha vinto anche più di me in carriera perché anche lui è stato professionista per cinque stagioni dal 1960 al 1964. Ha vinto un Giro della Provincia di Reggio Calabria, ha corso con Gimondi ed è rimasto per molti anni nel mondo del ciclismo come apprezzato massaggiatore delle squadre di Ferretti.
Tra i suoi colleghi che ha avuto come avversari o compagni di squadra, chi ricorda con più gioia?….
Tutti, tutti, ero amico di tutti! Ma se bisogna fare una classifica, non voglio offendere nessuno dicendo Franco Bitossi e visto che lei viene da Legnano, la prego di portare i miei più cari saluti ad Ottavio Crepaldi, corridore mio contemporaneo che ricordo con grande piacere.
Renato Laghi, un corridore di grande spessore ma anche di grande umiltà. Un corridore che ha lasciato il segno dell’Amicizia, della cordialità e dell’affetto sportivo in molti di noi, giornalisti, tifosi, direttori sportivi e corridori.
Vito Bernardi bernardi.vito@libero.it Cell 347-8436465
BRUNO RONCHETTI : RICCO’ GIRO/TOUR OPPURE GIRO/VUELTA? IL PARERE DI ALFREDO MARTINI
Di Bruno Ronchetti
Presentata ieri mattina ad Alicante, la Vuelta A Espana edizione 2011. La manifestazione edizione numero 66, partirà da Benidorm località della Costa Blanca molto nota a noi italiani, in quanto nel 1992 Gianni Bugno vinse per il secondo anno consecutivo il Campionato del Mondo su strada, e si concluderà lungo i viali della capitale Madrid.
La Vuelta di quest’anno sarà articolata in ventuno tappe: due crono, dieci tappe di montagna delle quali sei arrivi in quota. Cronosquadre in apertura di km 16 e una individuale di 40 chilometri in pianura.
I traguardi posti in alta montagna si chiamano: Sierra Nevada, Sierra de Bejar ( La Cotavilla), Estacion de Montana Manzaneda, La Ferrapona (Lagos de Somiedo), Alto de l’Anglirù dove l’italiano Vincenzo Nibali, la scorsa estate ( poi vinse la classifica finale), lungo quella salita soffrì le pene dell’inferno e Pena Cabarga. A questi si aggiunga la salita di San Lorenzo di Escorial posta nella ottava tappa con pendenza dell’ultimo chilometro con tratti del 23%.
Una Vuelta de Espana che inizierà il 20 agosto in un periodo di grande caldo e si concluderà a Madrid domenica 11 settembre.
Analizzando le varie tappe della corsa spagnola, ci sentiamo di lanciare un messaggio di questo tipo a Riccardo Riccò.
Tra la conclusione del Giro d’Italia e la partenza del Tour de France intercorrono circa una trentina di giorni, pertanto il tempo di recupero per leccarsi le ferite, tutto sommato diventa abbastanza ristretto; mentre tra il Giro e la Vuelta vi sono due mesi e mezzo circa. Certo che quello che ti da il Tour de France come pubblicità, non lo ricevi da nessuna parte.
Abbiamo interpellato un grande del ciclismo, un signore che ne sa tanto del mondo delle due ruote: Alfredo Martini.
-Alfredo, se Riccò fosse un suo corridore verso quale scelta?
:” Il discorso è uno solo. Se Riccardo Riccò sul quale io credo tanto, punta al Giro d’Italia e al Tour de France, allora gli consiglierei di rinunciare alle classiche del Nord Europa. Lui deve arrivare alla partenza del Giro senza aver speso molto in quanto dopo le fatiche della corsa Rosa dovrà prendere parte al Tour e lì troverà un caldo tropicale. Riccò dovrà avere recuperato alla grande e avere ancora tante energie a sua disposizione.
Se invece pensa di lasciare perdere il Tour de France per puntare alla Vuelta Espana, che quest’anno si presenta con tanta salita e forse ancora più adatta alle sue possibilità, allora farà benissimo a primavera a prendere parte alle classiche del Nord, dove lui ha possibilità di fare grandi cose, prima di prendere il via al Giro d’Italia. Riccardo Riccò, se avrà a sua disposizione una squadra “devota” e riuscirà a concentrarsi a dovere, allora sono convinto che farà vedere grandi cose”-
Riccò ha i numeri giusti per ritornare in alto.
BIENATE (MILANO) – DANIELE CALLEGARIN (TEAM TYPE 1) – TU VO FA L’AMERICANO….
Bienate, 04 Gennaio 2011.
Dopo il primo incontro con la realtà del suo nuovo Team, il “Type 1”, (sponsorizzato dal colosso farmaceutico Sanafi-Aventis), ad Atlanta nello Stato della Georgia (USA), Daniele Callegarin, (21.09.1982), ha fatto rientro a Bienate per trascorrere le festività natalizie e di Capodanno con i famigliari.
La trasferta statunitense gli ha comportato anche molti impegni, diciamo così, “casalinghi”, per mettere in ordine tutto il materiale ricevuto e che, da qualche giorno, Daniele deve usare quotidianamente nelle sue uscite di allenamento.
Lo incontriamo nella sua abitazione poco prima di una uscita di allenamento.
Daniele, meno 4° e lei esce per una sgambata…..
Le corse si vincono d’inverno. Questo detto l’ho sentito più volte dai corridori più anziani e, col passare delle stagioni, mi sono accorto che hanno ragione dunque, ci copriamo per bene e via, qualche chilometro non può che fare bene! Inoltre è l’occasione per provare questa bicicletta che è un gioiello ed è griffato Colnago. Anche l’abbigliamento, (De Marchi), è italiano come la bicicletta, come il DS Massimo Podenzana, i compagni Bazzana e Grendene ma anche Bertogliati che è del Canton Ticino
Prima di partire ci racconti qualcosa di questo primo impatto con la realtà statunitense….
Ho partecipato a questo ritiro o convention che dir si voglia per prendere conoscenza della struttura del Team Type 1, conoscere i compagni di squadra che, non ho mai incontrato in corsa, fare il punto della situazione e mettere le prime basi sull’attività stagionale. Appena giunto ad Atlanta, mi sono affidato a Massimo Podenzana, il nostro direttore sportivo per l’attività europea. I colloqui li ho fatti anche con l’altro direttore sportivo, Vassili Davidenko e il DS americano Phil Southerland.
Daniele, hanno parlato anche del tuo ruolo in squadra?…
No, per il momento ancora no perché i colloqui erano prettamente informativi, di conoscenza reciproca. In questo Team ci saranno opportunità per tutti e, correlativamente, anche un’opportunità di crescita. Ho firmato un contratto per un anno ed è chiaro che io mi impegnerò al massimo sia per una riconferma che per trovarmi pronto ad eventuali opportunità future.
Avete alloggiato in una struttura “Type 1” o altrove?….
Siamo stati alloggiati in un hotel nei dintorni di Atlanta e il mio primo pensiero è stato quello di districarmi con la lingua inglese che, comunque, avrò molto tempo per imparare e perfezionare.
Le tue prime impressioni…..
“Sorprendenti!!” Una diversa mentalità, una diversa cultura, un diverso stile di vita sia dal punto di vista sportivo che umano. Loro quando hanno di fronte un problema non cominciano a tergiversare ma vanno subito al sodo cercando la soluzione più rapida ed efficace.
Noto in lei un grande senso di soddisfazione….
Si, sinceramente è la prima volta che mi trovo in questa situazione di fiducia negli altri, intendiamoci, non è che prima non abbia trovato situazioni analoghe ma, la differenza stà nel fatto che, mentre nelle realtà sportive in cui ho vissuto fin’ora, queste situazioni, lo ripeto, c’erano, le ho trovate ma, erano sporadiche in America invece, queste sono la norma, da loro non ho trovato quell’aria di pessimismo, di rinuncia, di lassismo che, purtroppo, si notano qui in Italia ma, tanto, tantissimo ottimismo, i problemi ci sono e, noi, dobbiamo superarli, questa è la loro filosofia. Inoltre faccio parte di una squadra Professional con un calendario di gare già predefinito, ciò significa che non farò il corridore “a rate” come purtroppo si è costretti a fare per le note questioni burocratiche legate al Pro-Tour ma, sarò impegnato a tempo pieno con la prospettiva anche di potere partecipare a qualche importante corsa a tappe e a qualche gara in linea di quelle classificate “Corse Monumento”.
Callegarin, allora conosce già il suo calendario agonistico?….
Si ma, per quello che si riferisce all’inizio di stagione, per il seguito, ne parleremo con Podenzana durante il prossimo ritiro pre agonistico che faremo in tra la Liguria e la Toscana nei dintorni di La Spezia. So che pedaleremo in corsa per una cinquantina di gare in Italia. L’esordio stagionale è in programma agli inizi di gennaio in Francia dove parteciperemo alla “Marsigliese” e all’Etoils de Besseges naturalmente col gruppo europeo del quale fanno parte anche Alessandro Bazzana, Andrea Grendene e Rubens Bertogliati. Poi torneremo ancora in Francia per il Giro del Mediterraneo, parteciperemo al Giro di Sardegna e dopo siamo in attesa di conoscere se potremo partecipare alla Tirreno-Adriatico e alle altre corse della RCS-Gazzetta dello Sport.

04.01.2010 (FOTO PISONI) "L'AMERICANO" CALLEGARIN CORRE CON MATERIALE ITALIANO : BICI COLNAGO-ABBIGLIAMENTO DE MARCHI
Dalla….carestia agonistica della passata stagione a tanti impegni nel 2011….
Era quello che cercavo sin dall’inizio della mia carriera professionistica e che finalmente ho trovato. Il sogno di tutti i corridori è proprio quello di correre e di confrontarsi sempre con i suoi avversari. Fare il corridore “a rate”, non è proprio il sogno di nessuno.
Cosa ti dicono gli amici, i conoscenti, i tuoi famigliari, per questa tua scelta?..
Beh, sono tutti contenti perché hanno capito che questa è la strada giusta e per me rappresenta un’opportunità molto importante. Non sono mancate le battute scherzose, goliardiche da parte di alcuni conoscenti che fanno il pendolare per lavoro verso Milano o altre città lombarde e, quasi tutti mi dicono “Uhe Daniele, cosa si prova a fare il pendolare…tra l’Italia e gli USA?…”…la mia risposta è sempre la stessa…..”Provo tanta soddisfazione…pensando a voi prigionieri del traffico e sempre in corsa con l’orologio….Io l’orologio lo guardo solo quando faccio le gare a cronometro….!” E’ una battuta reciproca da parte mia per dimostrare quanto sia felice di questa opportunità e, da parte degli amici, contenti di vedermi finalmente sereno dal punto di vista sportivo.
E i tuoi amici di allenamento?….
Anche loro sono contenti perché tutti noi ciclisti speriamo sempre in un contratto e nella possibilità di correre ma, se c’è stato uno scontento, questo è il compagno di allenamento Ciurlino, non è un corridore professionista ma un grande appassionato che ci segue quasi sempre in allenamento, pedalando anche lui. Di professione fa il tassista a Cuggiono e sarà ben felice di darmi uno strappo all’aeroporto di Malpensa in una delle prossime trasferte negli Usa. Gli altri compagni di allenamento sono sempre i soliti cio’è, Bailetti, Marzano, Noè, qualche dilettante e Daniele Colli col quale spero di ritrovarmi presto in bicicletta e al quale faccio tanti auguri di buon anno e pronta guarigione.
Daniele, stai partendo per un allenamento, come va con la preparazione?…
La preparazione va benissimo ma non parlatemi di forma almeno per il momento. Durante il ritiro dei prossimi giorni, si farà il punto sugli obiettivi e, in base a quelli, si seguirà un dettagliato programma di allenamenti. Intanto ribadisco che la stagione comincia decisamente nel segno dell’ottimismo, della tranquillità e di tanto, tantissimo entusiasmo.
Lei in carriera ha vinto due volte, nel 2009….continuerà la rincorsa verso il “non c’è il due senza il tre”…tanto agognato?…
Senza dubbio! Si gareggia per spirito di squadra, di appartenenza ma, anche per vincere. Il terzo successo non sono riuscito a conseguirlo nel 2010 ma spero di centrarlo quest’anno. Dopo un anno di digiuno, sarà senz’altro assai gradito, per me, i miei famigliari, i miei tifosi e la mia squadra, il “Team Type 1”
Vito Bernardi bernardi.vito@libero.it Cell. 347-8436465



































